Visita a Siracusa del Corpo di Santa Lucia 15 / 22 Dicembre 2004

 

Narrazione di un sogno

     

         Sono certo che nulla di terreno è paragonabile a questa emozione esplosa irrimediabilmente dentro  me e sicuramente dentro le migliaia di persone, tra le quali mia moglie e mio figlio, presenti vicino a me al Foro Italico, la cosiddetta “Marina” il giorno 15 dicembre 2004.

         Il clima era davvero mite, dopo tanti giorni d’umidità e pioggia si presentava, come immaginavo ci fosse donata in occasione dell’evento, una giornata definita dai presenti quasi primaverile.

         Migliaia di persone attendevano, nelle immediate vicinanze dell’approdo per le motovedette della Capitaneria di Porto di Siracusa, l’arrivo del corpo di Santa Lucia.

         Arrivo atteso da novecentosessantacinque anni e finalmente, grazie all’impegno dell’Arcivescovo Mons. Giuseppe Costanzo ed alla collaborazione di altre autorità religiose e politiche, concretizzato in questo giorno di festa per i siracusani.

         Lungo tutta la banchina del porto grande, transennata per l’occasione, echeggiavano canti religiosi diffusi dai tanti altoparlanti installati per l’occasione; il sempre simpaticissimo e trascinante padre Salvatore Arnone incitava da un palco i fedeli presenti a cantare e a prepararsi ad urlare insieme: “Viva Santa Lucia!” poiché la nave militare con le spoglie a bordo era ormai vicina.

         Ad un tratto s’intravedevano alcuni rimorchiatori del porto i quali, per l’occasione speciale, effettuavano dei giochi d’acqua con gli strumenti di bordo, la voce di padre Arnone s’infervorava, la nostra Lucia era dietro quei battelli.

         Iniziavano in cielo alcuni fuochi d’artificio mentre la gente iniziava a sventolare fazzoletti bianchi e ad urlare aiutata da alcuni presenti, probabilmente già portatori del Simulacro, “Sarausana je - Viva Santa Lucia”.

         Probabilmente alcuni eventi che accadono durante la propria vita, non possono essere spiegati minimamente da alcuna scienza. A me è capitato di vivere un sogno pur essendo perfettamente sveglio.

Non credevo ai miei occhi: dotato di videocamera, acquistata per l’occasione, cercavo di focalizzare l’immagine e riuscivo a riconoscere la sagoma di quello stesso corpo visto tante volte alcuni anni prima, quando ho vissuto a Venezia.

No, non era un sogno, era una meravigliosa realtà che man mano si avvicinava alla banchina del porto ed allo stesso tempo l’emozione faceva spazio ad un’idea che ciò che stava accadendo era assolutamente normale: una ragazza meravigliosa ritornava, anche se per una settimana, nella propria città.

 Il momento più emozionante, leggermente ritardato dai tempi tecnici di approdo, stava concretizzandosi; così le spoglie di Lucia, portate da alcuni militari della Marina, toccavano terra siracusana mentre canti, applausi, sventolio di fazzoletti bianchi, seppur silenzioso, provocavano un boato e le lacrime di molti presenti non riuscivano più ad essere contenute.

La meravigliosa Lucia era quindi sistemata su di un fercolo dorato messo a disposizione dalla chiesa di Carlentini e, dopo il discorso del Sindaco, del Vescovo di Siracusa e del Vicario del Patriarca di Venezia, iniziava il lungo tragitto, per le vie della sua città, fino alla Basilica del Sepolcro.

Particolarmente importanti sono state le soste all’Ospedale prima, ed al Santuario della Madonna delle Lacrime poi. Qui un altro evento emozionante si stava per realizzare: il quadretto originale che aveva lacrimato nel 1953 era portato, tra le mani del rettore mons. Michele Giansiracusa sotto le scale dell’ingresso della Basilica stessa, all’incontro con le spoglie dell’altra donna che aveva illuminato tanti secoli prima Siracusa.

Poco dopo, l'arrivo al sacrario della Basilica del Sepolcro, così  Lucia ritornava  a casa.

Così trascorrevano i primi giorni di permanenza del corpo di Lucia a Siracusa, si poteva notare come  la Sua presenza  fosse un sogno per le migliaia di persone che facevano imperterrite  pazientemente la fila per entrare in Chiesa.

Arrivava, però, il giorno della partenza per il ritorno a Venezia.

Il pomeriggio del 22 dicembre su Piazza Santa Lucia l' attesa prima che il Corpo venisse traslato al vicino stadio e da lì, in elicottero, trasportato all’aereo che lo avrebbe ricondotto a Venezia.

Ancora tanta, tanta emozione da parte di tutti: prima quando uscirono, accompagnate dai Vigili del Fuoco, le spoglie di Lucia, ancora acclamate in modo degno e composto dal popolo presente e poi quando l’elicottero, dopo averle accolte, decollava tra lo sventolio degli stessi fazzoletti bianchi che le avevano accolte sette giorni prima.

Non dimenticherò mai in vita mia questa esperienza di fede e d’amore; le persone urlavano: “Sarausana  je – Viva Santa Lucia” ed ancora  “Lucia sei la nostra Patrona, ritorna qui a casa tua”.

Persino il pilota dell’ elicottero, dopo aver effettuato tre giri sulla città prima di dirigersi verso Nord, si prodigava in una manovra che voleva rappresentare il saluto di Lucia alla sua gente.

Lucia tornava così a riposare presso la chiesa dei SS. Geremia e Lucia a Venezia e nel cuore di tutti i siracusani riecheggiano ancora le parole dell' Arcivescovo mons. Costanzo che affermava che anche da Venezia Lei ci starà sempre vicina.

Nel cuore, grato alla Chiesa Veneziana e Siracusana, di tutti noi rimane sempre la speranza che Lucia possa definitivamente tornare qui,  a casa sua.

                                                                                Emanuele

 

Lucia torna a Siracusa dopo 10 anni - dal 14 al 22 dicembre 2014

Se ci sono occasioni nella vita durante le quali si devono esprimere sentimenti profondo attraverso le parole, questa è una di quelle.

In questa occasione ancor più che in quella di dieci anni fa, ho avuto occasione di servire Lucia, strumento del Signore ed esempio fulgido di vita cristiana, passando ore intense vicino alle sue spoglie mortali.

Dal momento del suo arrivo, nel tiepido pomeriggio del 14 dicembre presso il piazzale antistante il Pantheon, Lucia è stata inondata dalla folla dei suoi concittadini e dalle migliaia di fedeli devoti giunti da ogni parte della Sicilia e dell'Italia.

Ho visto, accompagnato, aiutato a pregare bambini, anziani, adulti con evidenti e nascosti problemi fisici, spirituali, morale durante i sette giorni di permanenza alla Basilica della Borgata prima e i due giorni in Cattedrale poi,e Lucia era sempre li immobile, nella possente bellezza delle sue spoglie mortali, ma con una carica di amore e di spiritualità che nemmeno un uragano può eguagliare.

Tante le lacrime delle persone, le grida di gioia, di affetto, di dolore tutte rivolte a Lei, avvocata presso il Signore insieme a Maria per noi siracusani e non.

Immensa e commovente la folle nelle due processioni del 14 dicembre, dove è stata accompagnata dal Pantheon in borgata con sosta presso l'ospedale Umberto I ed al Santuario, la prima volta all'interno della Basilica insieme al quadretto miracoloso, dove è stata celebrata la S. Messa, poi quella del 20 dicembre dove Lucia ha raggiunto la Cattedrale per ricevere ancore innumerevoli visite e preghiere.

Ancora calorosa  la folla spontanea che si è creata il giorno 22, quando Lucia doveva lasciare la sua città per tornare a Venezia. I siracusani non sapevano quando e come Lucia sarebbe ripartita, ma un passavoce umano ha fatto si che il percorso dalla Cattedrale per  via Minerva, via Roma, piazza Archimede, corso Matteotti, l.go XXV Luglio, corso Umberto e via Elorina, da dove Lucia partiva per raggiungere l'Aeroporto di Catania, fosse colmo di gente che ancora gridava : Sarausana Jè.

Grazie, grazie, grazie Signore per averci donato ancora una volta la presenza di Santa Lucia col suo Corpo e per averla resa tua figlia prediletta.

Emanuele

 

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