Laboratorio Odontotecnico Romano Trobiani


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Protesi mobile

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PROTESI MOBILE TOTALE



DEFINIZIONE:


- È una protesi costituita da un placca base in resina con affissi sopra i denti artificiali di resina acrilica,resina composita o ceramica.
- È una protesi a carico afisiologico,in quanto scarica le forze masticatorie sulla mucosa,in caso di totale assenza di denti in una o in entrambe le arcate.
- Di conseguenza i portatori di protesi mobile totale sono soggetti nel tempo ad un'alterazione della dimensione verticale, perché l'edentulia porta al ritiro della base ossea e quindi anche delle mucose riducendo col tempo anche la stabilità delle protesi.
- La protesi mobile totale ha le funzioni masticatoria, fonetica ed anche estetica.





PRINCIPI FONDAMENTALI PER LA TENUTA DELLA PROTESI MOBILE:


- La tenuta della protesi mobile è importante e complessa e dipende da diversi fattori; questi fenomeni danno origine alla suzione, cioè il cosiddetto effetto a ventosa.L'arcata inferiore è svantaggiata rispetto alla superiore per via della dimensione dell'osso e del suo maggiore riassorbimento.
- I fattori che la determinano sono:

Fisici: contatto fra mucosa e placca.
Biologici: quantità e la qualità della saliva, la forma delle ossa mascellari e la muscolatura.
Meccanici: occlusione,dimensione verticale e bilanciamento protesico.

Nella costruzione della placca protesica bisogna tener conto di:

Corretta Modellazione, Rifinitura e Lucidatura della Placca: per favorire l'effetto ventosa e impedire il ristagno del cibo.
Suggello Sublinguale: zona dove si inserisce il muscolo miloioideo, che può determinare il ribaltamento della protesi.
Bordo Periferico: dove si ottiene il massimo effetto ventosa.
Post-dam: garantisce la chiusura della protesi superiore, anche durante il movimento del palato molle.
Frenuli: bisogna scaricarli per evitare compressioni sulla mucosa.
- Zona di Decompressione: zona costituita da mucosa aderente non comprimibile.



ANALISI CLINICA DEL PAZIENTE:


- L'odontoiatra deve principalmente esaminare la situazione del paziente.
Questa consiste in due esami clinici: extraorale ed intraorale.
- Nell'Extraorale si devono accertare:

- Forma del Viso: a seconda della classificazioni di William.
- Profilo: per stabilire un profilo approssimativo dei denti.
- Carnagione e Rughe: per stabilire l'età del paziente.
- Muscolatura Periorale: per valutarne il tono muscolare.
- Labbra: per valutarne lo stato.

- Nell'Intraorale si deve verificare:

- Esame delle Mucose;
- Esame dell'Atrofia delle Creste;
- Esame delle Inserzioni Muscolari;
- Rapporto fra le Creste;
- Identificazione del Post-dam (linea dell'AH);
- Dimensioni delle Arcate;
- Esame dei Frenuli;
- Dimensioni della Lingua;
- Valutazione del Film Salivare;
- Presenza di Sottosquadri e Tuberosità.


Analisi della Bocca Edentula:

Nella bocca del paziente edentulo si possono trovare diversi tipi di mucosa:

- Masticatoria: è un epitelio "pavimentoso pluristratificato cheratinizzato". Si trova nelle creste residue ed è la più idonea per il sostegno di protesi.
- Di Rivestimento: è nelle parti restanti della cavità orale e non è adatta al sostegno della protesi.
- Specializzata: interessa la superficie linguale, dove ci sono le papille gustative.

Generalmente si distinguono una mucosa mobile, che è elasticizzata, ed una aderente, che è fissa all'osso alveolare e anaelastica; tra queste due è presente il limite muco-gengivale.
Il rilevamento di questo limite si ottiene durante i rilevamento dell'impronta e con questo si valutano le zone adatte al sostegno della protesi.


FISIOPATOLOGIA DEI TESSUTI ORALI E DI SOSTEGNO DELLA PROTESI:


- I tessuti di sostegno sono soggetti a modificazioni, causate dalla mancanza di denti o dalla compressione esercitata dalla placca protesica.
I tessuti interessati sono: mucose, tessuto muscolare e tessuto osseo.


- PRICIPALI LESIONI DELLE MUCOSE:

- Piaghe da Decubito;
- Iperplasia Fibrosa;
- Stomatiti;
- Leucoplachie.

Queste alterazioni si verificano grazie alla mancata stabilità o pre compressioni anomale dei tessuti.

- PRINCIPALI PATOLOGIE DEL TESSUTO MUSCOLARE:

- Morbo di Parkinson;
- Miastenia Grave;
- Distrofia Muscolare.

Tutte queste patologie influenzano la capacità contrattile del muscolo e interferiscono con la stabilità protesica e con la masticazione.

- RIASSORBIMENTO OSSEO IN PROTESI:

Il tessuto osseo nel tempo subisce modificazioni importanti legate alla propria fisiologia.
In condizioni normali le ossa sono sottoposte a regolazioni di tipo ormonale, ma nella cavità orale le ossa mascellari subiscono modificazioni anche al grado di edentulia del paziente.
Nelle modificazioni dei mascellari di distinguono 3 fasi:

- 1° Fase: strutture mascellari integre con tutti i denti presenti in equilibrio biostatico; la distanza tra i 2 lati della cresta superiore è minore di quella inferiore.
- 2° Fase: con la perdita di denti, quelli residui, si spostano al fine di mantenere la biostaticità. Gli alveoli tendono ad una riduzione, fino a scomparire e il riassorbimento osseo è maggiore in quelle zone.
- 3° Fase: nel portatore di protesi, i carichi causano la riduzione dell'apporto del sangue attraverso periosto e creste alveolari. Nel superiore il riassorbimento si presenta di tipo centripeto e porta a una marcata riduzione volumetrica dell'area del sostegno protesico (atrofia del mascellare). Nell'inferiore è centrifugo e porta a una cresta alveolare ridotta in altezza (cresta a lama di coltello).



Muscolatura In Protesi Mobile:


- I muscoli e la loro azione sono importanti per la realizzazione della protesi e per il suo sostegno e corretto funzionamento.
- Essi agiscono in funzione di alcune caratteristiche del dispositivo:

- Estensione e Spessore del Bordo: la lunghezza della protesi può influire sulla stabilità, determinandone il ribaltamento, oppure riducendo l'effetto ventosa se è troppo corta.
- Dimensione Verticale: è fondamentale per l'equilibrio protesico.
- Relazione Centrica Condilare: se non c'è, i muscoli sono costretti a fare movimenti forzati e ciò causa malesseri.
- Ritenzione della Protesi: aiuta a compensare gli spostamenti della protesi dovuti a movimenti muscolari anomali.
- Stabilità Protesica: le protesi sono poco stabili e non aderiscono bene perché i muscoli le spostano dalla loro posizione.
- Mimica Facciale: i muscoli sono in funzione anche con i movimenti mimici e il clinico deve far compiere al paziente tutti i movimenti limite funzionali della muscolatura interessata.

- Tra i muscoli si trovano:

- Orbicolare della Bocca: muscolo che forma le labbra; è importante per fonazione ed estetica; il suo sollevamento determina la linea del sorriso.
- Buccinatore: è il muscolo della guancia; ha un'azione di pressione sulle flange protesiche (gengive della protesi).
- Miloioideo: costituisce il pavimento della bocca e crea il suggello sublinguale; se la protesi non è ben fatta, questo muscolo ne determina il ribaltamento.
- Genioglosso: si inserisce anteriormente determinando il frenulo linguale, anche questo determina il ribaltamento della protesi.
- Muscolo Tensore e Muscolo Elevatore del Velo Palatino: due muscoli che formano il velo palatino e ne determinano il sollevamento durante la deglutizione. Determina il passaggio dal palato duro al palato molle (chiamato linea dell'AH o Post-dam).
- Massetere: muscolo elevatore, si inserisce sul gonione mandibolare ed è il più importante per il rilevamento della dimensione verticale.



IMPRONTE IN PROTESI MOBILE:


- Vengono eseguite delle prime impronte (chiamate mucostatiche o mucocompressive) con cui verranno poi fatti i modelli in gesso sui quali ci sarà la costruzione del porta impronte individuale.
- Le impronte vengono prese attraverso un porta impronte standard e dell'alginato. Queste servono per rilevare i punti anatomici più importanti.
- Nell'arcata mascellare sono:

- Cresta Residua;
- Totalità del Vestibolo;
- Inserzione Frenuli;
- Palato;
- Lina AH (Post-dam);
- Tuberosità;
- Incisore Pterigo-Mascellari.

- Nell'arcata mandibolare sono:

- Cresta Residua;
- Trigoni Retromolari;
- Superficie d'Appoggio Vestibolare (esternamente);
- Linee Oblique Esterne;
- Spazi Sublinguali;
- Zona Retromiloioidea.

- Da questa prima impronta (impronta mucostatica) si ricava un modello in gesso su cui si realizza il portaimpronta funzionale, ottenuto grazie ad un porta impronte individuale e dell'elastomero.



COSTRUZIONE DEI BLOCCHI DI OCCLUSIONE:


- Una volta fatta l'impronta ed il modellato in gesso, si inizia con la realizzazione della protesi e bisogna innanzitutto realizzare i blocchi di occlusione per il rilevamento di:

- Dimensione Verticale;
- Relazione tra le Creste;
- Linea Guida;
- Posizione Spaziale (per il superiore si utilizza l'arco facciale, mentre per l'inferiore la croce di fissaggio).


Criteri Di Posizionamento:

- Vallo Superiore: l'altezza anteriormente risulta di 22mm, l'altezza posteriormente risulta più bassa di quella anteriore; mentre la larghezza anteriore è di 3-5mm e quella posteriore è di 6-10mm.

- Vallo Inferiore: l'altezza anteriormente risulta di 18mm, quella posteriore coincide con il margine del trigono retromolare; mentre la larghezza anteriore è di 2-3mm e quella posteriore è uguale a quella del vallo superiore (6-10mm).



RILEVAZIONI EXTRA ED INTRAORALI:


- Grazie ai blocchi di occlusione, l'odontoiatra procede alle rilevazioni extra ed intraorali.
I parametri da ricercare sono:

- Dimensione Verticale: si ottiene partendo dai 40mm standard (22+18) aggiungendo o togliendo la cera dai valli. Le valutazioni vanno effettuate quando il paziente deglutisce e subito nell'attimo successivo. Bisogna considerare lo spazio libero fisiologico (nei 40mm è già compreso).
- Individuazione del Piano Occlusale: questo viene rilevato sulla superficie superiore del vallo. Deve essere in corrispondenza ad una determinata posizione:
- sul piano frontale ' parallelo alla linea bipapillare.
- sul piano sagittale ' è parallelo al piano di Camper. Questo piano dista 34mm da quello occlusale. Per facilitare l'operazione si può utilizzare il piano di Fox (strumento composto da due piastre parallele, in cui una è posizionata sul vallo mentre l'altra verifica il parallelismo col piano di Camper).
- Individuazione della Posizione del Mascellare Superiore Rispetto al Cranio: si utilizza un arco facciale di posizionamento. Questo riproduce la posizione del mascellare seriore rispetto ai condili sul'articolatore.
- Individuazione della Relazione Centrica: molti clinici la cercano manualmente, altri invece si adeguano a tecniche specifiche (ad esempio: arco facciale cinematico o localizzatore dell'asse cerniera terminale -tecnica extraorale- oppure la ricerca con l'arco gotico -tecnica intraorale- .
- Relazione tre le Cresta Alveolari: può essere rilevato con differenti metodi, ma comunque c'è sempre il blocco in una determinata posizione dei due valli.
- Linee Guida per il Montaggio dei Denti Artificiali: sui valli bisogna segnare la linea mediana, la linea occlusale, la linea dei canini e la linea del sorriso.
- Rilevamento Patografico dei Tragitti Condilari: è simile al rilevamento dell'asse cerniera terminale, perché si utilizzano 2 archi facciali, la differenza è che qua il rilevamento non si limita alla relazione centrica ma prosegue con il percorso eseguito dai condili durante la protusione e la lateralità.


Conclusioni:

Le rilevazioni extra ed intraorali sono diverse a seconda del tipo di procedura che il clinico usa.



CLASSI DI MONTAGGIO:


I parametri da seguire per la rilevazione delle classi di montaggio riguardano essenzialmente:

- Appartenenza a una delle tre classi di Anckermann;
- Rapporto fra le creste sul piano posteriore;
- Inclinazione degli assi di cresta inferiori.


CLASSIFICAZIONE DI ACKERMANN:

Secondo Ackermann ci sono 3 differenti tipi di classi di montaggio e stabilite secondo il rapporto che intercorre tra papilla incisale e fornice vestibolare inferiore.
Queste 3classi sono:

- 1° Classe o Normo-Occlusione: quando c'è il normale rapporto di occlusione, ossia quando l'asse della papilla cade verticalmente sul fornice vestibolare.
- 2° Classe o Disto-Occlusione: quando l'asse della papilla incisale cade vestibolarmente al fornice inferiore.
- 3° Classe o Mesio-Occlusione: sia ha quando l'asse della papilla case posteriormente (lingualmente) al fornice inferiore.


RAPPORTO FRA LE CRESTE SUL PIANO POSTERIORE:

- Questo rapporto fra le creste superiori ed inferiori va esaminato anche sul piano posteriore, per valutare la natura della diversità tra i due lati della cresta inferiore e quelli della cresta superiore.
- Per eseguire questa operazione si devono semplicemente prolungare le linee delle creste sulla parte posteriore dello zoccolo del modello montato in articolatore.
- L'angolazione così ottenuta si può misurare grazie al regolo di Gysi (particolare righello che permette di misurare le varie inclinazioni delle creste alveolare sui modelli).
-
-
- J J
- Avente la misura dell'angolo si può decidere se effettuare un montaggio con rapporto normale (con canini superiori che sovrastano quelli inferiori) oppure un montaggio con rapporto inverso (al contrario, i canini inferiori sovrastano quelli superiori).
- Gysi dice che si può eseguire un montaggio ad intercusidazione normale con un angolo che non superi i 10°-15°, mentre il rapporto viene considerato incrociato quando l'angolatura delle creste supera i 15°-20°.



INCLINAZIONE DELLE CRESTE:


- La valutazione dell'inclinazione delle creste inferiori si riferisce in genere alla teoria della Sfera di Monson, che afferma che tutti i prolungamenti degli assi dei denti hanno un punto di origine situato a livello dell'osso etmoide.




Per quanto riguarda i tipi di montaggio che si possono effettuare, ne esistono un'infinità.
Ma tutte queste hanno sempre uno o più punti in comune; principalmente si ricollegano sempre alla classificazione di Ackermann, ma le altre corrispondenze riguardano:

- La Posizione dei Denti Anteriori: che bisogna montarlo in posizione vestibolarizzata rispetto alla cresta.
- Il rigoroso Rispetto dell'Area di Pound: in cui bisogna lasciare lo spazio indispensabile per la lingua.
- Il Posizionamento dei Denti Posteriori Inferiori nella cosiddetta "Zona neutra": ossia lo spazio che non interferisce né con l'area di Pound (spazio della lingua) né con l'azione del muscolo buccinatore. Questa zona viene ormai chiamata linea di Puond.
- Le Curve di Compenso: che sono la curva di Spee e la curva di Wilson.
- Il Bilanciamento Bilaterale: deve esserci sia in lateralità che nel movimento protusivo, in breve la massima stabilità.
- L'Angolo dell'Eminenza e l'Angolo di Bennett: sono molto importanti e sono legati dalla posizione e dall'inclinazione dei denti.
- Il Corretto Supporto delle Labbra: da parte dei denti anteriori.
- Una Corretta Modellazione della Flangia Protesica: sia per una questione igienica che per facilitare l'adesione della protesi alla mucosa.




SCELTA DEI DENTI:


- Prima di effettuare il montaggio, il tecnico deve scegliere i denti artificiali più idonei a seconda delle diverse tipologie.
- La scelta può essere fatta secondo diversi criteri, i più comuni sono stabiliti secondo la misurazione:

- Delle caratteristiche dei modelli;
- Delle linee guida;
- Del viso.

MISURAZIONE DEI MODELLI:

- Larghezza dei Denti Anteriori Superiori;
- Altezza Coronale del Centrale Superiore.


MISURAZIONE DELLE LINEE GUIDA:

- Larghezza del gruppo incisivo;
- Larghezza del centrale superiore.


MISURAZIONE DEL VISO:

- Altezza coronale del centrale superiore;
- Larghezza coronale del centrale superiore.


ALTRI SISTEMI DI MISURAZIONE:

Oltre a quelli già descritti, esistono vari metodi di misurazione per la scelta dei denti artificiali.


Scelta Dei Denti:

A seconda del sistema prescelto, la misura ottenuta viene confrontata con le diverse tipologie di denti artificiali.
Esistono svariati gruppi frontali superiori, ma principalmente seguono la tipologia di Williams (i denti hanno una forma approssimativa del viso, per esempio quadrata, rotonda o triangolare).
Una volta scelto il gruppo frontale superiore si passa alla scelta del gruppo inferiore e, successivamente, dei gruppi posteriori di entrambe le arcate.
La scelta del colore, invece, è esclusivamente eseguita secondo la preferenza del dentista e si possono scegliere anche denti in ceramica per il gruppo frontale (per una questione di miglior estetica).



ESTETICA DEL GRUPPO FRONTALE:


In un paziente edentulo l'espressione del viso è modificata perché non ci sono sostegni, ma grazie ad un corretto montaggio del gruppo frontale superiore l'estetica si può facilmente migliorare.
I fattori determinanti sono:

- Lunghezza dei frontali superiori rispetto al labbro;
- Corretto sostegno del labbro superiore da parte dei denti superiori;
- Rapporto fra i frontali e sollevamento del labbro superiore durante il sorriso;
- Possibilità del montaggio dei denti frontali mossi, ossia in posizione irregolare.


Creare Il Cosiddetto Corridoio Vestibolare:

Il corridoio vestibolare è il triangolo vuoto presente nei pressi delle giunture labiali. Questa fa si che la cavità orale non si presenti "troppo piena".
Creare Una Linea Del Sorriso Positiva:

Questa linea del sorriso positiva ha una convessità diretta verso il basso ed è la migliore nel campo estetico, mentre la linea del sorriso negativa si presenta con la convessità verso l'alto ed è tutt'altro che estetica.



MONTAGGIO DEI DENTI IN NORMO-OCCLUSIONE:


Il montaggio dei denti artificiali sui modelli viene effettuato utilizzando come base della resina fotopolimerizzante o della cera.
I metodi di montaggi possono essere differenti a seconda dei metodi dei vari autori:


METODO DI GYSI:

Questo metodo ha come riferimento un piano orizzontale posto a livello della linea occlusale, sul quale i singoli denti vengono posizionati secondo assi prestabiliti.

In sequenza il montaggio avviene con:

- I frontali superiori (in ordine: frontale, canini e laterali);
- I denti posteriori superiori (in ordine i due premolari e poi i due molari);
- Il gruppo frontale inferiore ( stessa sequenza dei frontali superiori);
- I denti posteriori inferiori (come per quelli superiori, anche se alcuni partono montando il primo molare andando poi a montare i premolari e infine il secondo molare).

Secondo il metodo di Gysi la principale caratteristica è il perfetto montaggio dei denti:

- I due centrali superiori: hanno il margine incisale che tocca il piano occlusale e hanno un'asse inclinata di circa 5°.
- I due canini superiori: devono essere perpendicolari al piano occlusale e leggermente inclinati verso la parte distale.
- I due laterali superiori: sono inclinati mesialmente di circa 10° e hanno il margine incisale che non tocca il piano (è sollevato di circa 0,5mm).
- I primi premolari superiori: tocca il piano solo con la cuspide vestibolare e l'asse di questo dente è quasi perpendicolare.
- I secondi premolari superiori: entrambe le cuspidi toccano il piano occlusale.
- I primi molari superiori: l'unica cuspide che tocca il piano è quella mesio-linguale.
- I secondi premolari superiori: nessuna cuspide deve toccare con il piano occlusale, la loro posizione è il proseguimento dalla curva di compenso determinata dal primo molare.

Con questo metodo si creano sia la curva di Spee che quella di Wilson che, insieme, creano lo svergolamento elicoidale di Ackermann che è il presupposto per un buon bilanciamento protesico.

Finito il montaggio dei denti superiori si passa a quelli inferiori, facendo incastrare cuspidi e fosse perfettamente con i loro antagonisti superiori.
Gysi prevede un primo montaggio dei canini inferiori, poi dei centrali e successivamente degli incisivi laterali inferiori.
Perfezionato il gruppo anteriore, si passa al montaggio dei denti posteriori inferiori.



BILANCIAMENTO PROTESICO: -


La prima persona che parlò di occlusione bilanciata fu Hanau e ideò anche una formula:


Hcg x Ig Hcg -> guida condilare Cc --> curve di compenso
= K Ig ---> guida incisiva Oop-> orientam sul piano occlus
Cc x Ca x Oop Ca --> angolazione cuspidi K ----> costante, occlus bilanciat



Con il termine Bilanciamento Protesico si intende il raggiungimento dell'equilibrio statico e dinamico della protesi mobile totale.
Questa si regge alle mucose grazie alla suzione (effetto ventosa), quindi se ci sono delle interferenze dei denti nei vari movimenti viene a mancare la stabilità e quindi la protesi si stacca.


Bilanciamento Bilaterale:

Anche se è stato messo in discussione da molti, questa ricerca del bilanciamento bilaterale viene tutt'oggi cercata.
Per ottenerla bisogna tener conto dei seguenti contatti:

- In centrica: si controllano i rapporti intercuspidali e si verifica l'assenza di contatti tra il gruppo incisivo superiore e quello inferiore. I carichi masticatori sono prevalentemente sui denti posteriori e i contatti occlusali devono essere simultanei ed uniformi.
- In protrusiva: devono essere in contatto contemporaneamente le cuspidi dei posteriori ed i margini dei denti anteriori. In questo movimento influiscono particolarmente l'angolo dell'eminenza e la curva di Spee.
- In lateralità: nelle due lateralità (destra e sinistra) si individuano il lato lavorante e il lato bilanciante; il lato lavorante è il lato verso cui si sposta la mandibola, mentre il lato bilanciante è il lato contro-laterale.
- In latero-protrusiva: è un movimento poco importante, ma il paziente lo può effettuare nel momento in cui soffre di un leggero bruxismo diurno. Va controllata verificando la lateralità e la protrusiva , accertandosi che non si presentino contatti anomali durante i movimenti.



MONTAGGIO DEI DENTI IN II E IN III CLASSE:


MONTAGGIO DEI DENTI IN SECONDA CLASSE:

La seconda classificazione di Ackermann vede la cresta alveolare superiore molto sporgente rispetto a quella inferiore.
Tra le caratteristiche comuni si identificano:

- Una forma molto a "V" delle due arcate (è comune in molti casi, non sempre è così);
- Una maggiore ripidità della cresta inferiore sul piano sagittale;
- L'accentuazione dell'angolo dell'eminenza (da 40° a 70° di inclinazione);
- Un profilo facciale piuttosto convesso sul piano sagittale.

Montaggio Dei Denti Anteriori:

- Il montaggio dei denti superiori deve, in ogni caso, assicurare un adeguato supporto per il labbro superiore e una giusta superficie di scorrimento dei denti in protrusiva che risulti adeguata per l'angolo dell'eminenza.
- Il gruppo frontale superiore viene quindi montato più inclinato vestibolarmente (circa 5°) e vengono scelti denti che presentano una superficie palatale molto concava.
- Sia l'Overjet che l'Overbite subiscono un aumento decisivo, arrivando fino a 3mm.

Montaggio Dei Denti Posteriori:

- Anch'essi dovranno avere un inclinazione cuspidale più marcata, avendo dei tragitti condilari fortemente inclinati.
- Bisognerà quindi optare per dei denti fortemente inclinati e, se necessario, si sceglieranno denti che formino la curva di Wilson rovesciata.
- Aumenta la curva di Spee, grazie alla maggiore ripidità della cresta alveolare.


MONTAGGIO DEI DENTI IN TERZA CLASSE:

Nella terza classificazione di Ackermann la masticazione è inversa, ossia che la cresta inferiore è fortemente spostata più vestibolarmente rispetto a quella superiore.
Tra le caratteristiche comuni di questa classe si indentificano:

- Una diminuzione della dimensione verticale;
- Una forte diversità delle due creste sul piano posteriore;
- Una curva di Spee quasi piatta;
- Un angolo dell'eminenza pochissimo pronunciato;
- Un profilo facciale generalmente piatto sul piano sagittale.

Montaggio Dei Denti Anteriori:

- In questo caso i denti superiori del gruppo frontale subiscono una leggera inclinazione vestibolare, per raggiungere una posizione di "testa a testa" coi denti inferiori.
- Si utilizzano denti anteriori inferiori più larghi da montare in testa a testa con gli incisivi superiori.

Montaggio Dei Denti Posteriori:

- Ultimamente sono stati ideati dei denti appositamente per questa classe, essi consistono in una normo-occlusione per i primi premolari, per i secondi premolari si crea un testa a testa, mentre per i molari c'è un'applicazione inversa rispetto agli antagonisti.
- Presentano un'inclinazione cuspidale bassa o addirittura negativa (fino a -5°).
- Per questo tipo di montaggio la curva di Spee va ridotta al minimo e non è possibile identificare nessun Overjet ed Overbite.



MODELLAZIONE IN CERA DELLA PROTESI:


CONSIDERAZIONI FUNZIONALI:

Terminati i controlli del bilanciamento protesico, si procede alla modellazione in cera delle flange, ponendo molta attenzione a:
- Limite di Azione: in caso contrario si verificherebbe una scarsa tenuta protesica;
- Frenuli: vanno adeguatamente scaricati, perché potrebbero determinare il ribaltamento della protesi;
- Post-dam: se non ben osservato, il palato molle, alzandosi, toglierebbe l'effetto suzione;
- Suggello Sublinguale: è molto movibile e, grazie a questo, la protesi in questa zona deve avere 3mm di spessore, proprio per evitare di perdere l'effetto ventosa.


CONSIDERAZIONI ESTETICHE:

La modellazione a buccia d'arancia, le false radici, la riproduzione dei colletti gengivali, se ben eseguiti, danno alla protesi un effetto estetico vero delle gengive sane.

Modellazione a Buccia d'Arancia:

È basata sul principio delle particelle della saliva che si depositano sulle gengive artificiale, così da far apparire la protesi più naturale.
Nella sua costruzione però molto spesso vengono fresate le fossette fatte precedentemente e, in ogni caso, per il paziente è molto difficile da mantenere pulita, perciò è destinata a pazienti molto attenti all'igiene.

Falsi Radici:

Sono indispensabili per una buona estetica della protesi, devono essere più accentuate anteriormente e inclinate distalmente e non devono interessare né le papille interdentali né la zona inferiore della placca.

Colletti Gengivali e Rughe Palatine:

Vanno realizzate anche all'interno della protesi (lingualmente) e partecipano ad aumentare la sensibilità ai sapori ed il benessere generale del paziente.
Lo spessore dei colletti vestibolarmente deve essere contenuto, mentre la parte inferiore della protesi sarà meglio farla leggermente convessa così da migliorare la stabilità, il comfort e in modo da facilitare il ritorno del cibo sul tavolato occlusale.



OPERAZIONI FINALI:


TRASFORMAZIONE IN RESINA:

Dopo aver effettuato la modellazione in cera della placca, si fissa il modello nella muffola mediante il gesso e si prepara la resina acrilica, che verrà poi applicata nella muffola e messa a cuocere.


CONTROLLO IN ARTICOLATORE E RIFINITURA

Alla fine della polimerizzazione, bisogna controllare con l'articolatore se ci sono state modifiche della posizione dei denti fissati precedentemente con della cera.
Si passa quindi alla verifica dell'occlusione dei modelli, provvedendo a degli eventuali difetti.
Dopo aver controllato questo si può finalmente dividere i modelli delle placche e passare così alla rifinitura e alla lucidatura mediante spazzole apposite, pomice, frese e paste lucidanti.

Controlli Finali e Ribasature:

L'odontoiatra, prima della consegna della protesi, esegue dei controlli finali quali la dimensione verticale, l'occlusione, l'efficacia della suzione, la forma e il colore dei denti.
Molto spesso la ribasatura è inevitabile, perché il paziente è soggetto ad un continuo riassorbimento osseo; questa serve per rendere perfetto il rapporto fra sostegno osteomucoso e placca protesica.

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