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L’AVVENTURA DI UN SOGNO…DIVENUTA REALTÀ

Tutto nasce da un appello: “Vieni e seguimi”! E’ lo stesso appello che il Signore Gesù rivolge ai suoi discepoli per mostrar loro la bellezza dello stare con Lui. Un appello che, seppure non del tutto chiaro sin dall’inizio, tuttavia diventa “martellante” di giorno in giorno: “Vieni e seguimi”! Ma dove Signore? Cosa vuoi da me? E poi…proprio a me? Si’: “Vieni e seguimi”!
La vita di consacrazione al Signore è un’ “avventura”, un immergersi in una foresta senza sapere cosa fare, dove andare, chi poter incontrare. Un’avventura, però, che si nutre di una consapevolezza e di un desiderio. Il desiderio di volersi avventurare, del “fare esperienza”, e la consapevolezza di non restare soli. Dio è la bussola, colui che guida i passi, colui che fa luce lungo i sentieri, colui che dona la “manna dal cielo”.
Un’avventura, dunque, iniziata, nel mio caso, ben oltre 10 anni fa, quando mi sentii chiamato dapprima alla vita sacerdotale secolare, ma poi, dopo qualche anno, capii che dovevo essere un “avventuriero di rischio”. Sì, perché il rischio mi piaceva correrlo, proprio come fece il poverello d’Assisi quando, con tenacia e convinzione, abbandonò tutto per una causa più grande: il Vangelo; un Vangelo esigente e un Vangelo soave allo stesso tempo. Abbandonato tutto, infatti, il Padre San Francesco, si mise a servire la Chiesa nella semplicità di vita: curava i lebbrosi, amava la natura, si rifugiava in preghiera, testimoniava Dio tra le genti, viveva del necessario! Un uomo amante dell’ “avventura”, un uomo talmente convinto di ciò che aveva scelto che non esitò a definire Dio come il tutto: “Deus meus et omnia”. Un uomo, insomma, che poneva in me grandi desideri e nella sua tenacia mi testimoniava la possibilità di poter essere come lui: l’uomo d’ “avventura”!
“Di foresta in foresta”, dunque, questa esperienza la sto portando avanti! Inizio a sentirmi “padrone” di questo luogo, innamorato dei colori, attento ai suoni di questa natura….In poche parole: inizio a sentirmi protagonista di un amore, anzi dell’Amore! Non posso nasconderlo: Dio mi ama e mi ha scelto ad una consacrazione specifica, mi ha scelto alla sua sequela, sui passi del santo d’Assisi!
Correva l’anno 1997, esattamente il mese di febbraio quando, impaurito, frastornato ma desideroso, misi piede nel convento francescano di Molfetta dove iniziai la conoscenza con frati che mi trasmettevano la semplicità di vita ed io, di giorno in giorno, vedevo in loro la stessa coerenza, fede e perseveranza che ebbe San Francesco.
Fu così, allora, che innamorato sempre di più di quel “primordiale” progetto che Dio da sempre aveva preparato per me, mi appassionai a condurre la vita francescana: una vita evangelica e straordinariamente profetica. Non nascondo, però, le tante difficoltà presentatesi lungo il cammino. In un’avventura, infatti, chi non trova ostacoli, paure, titubanze lungo il percorso? Ma sono sempre state difficoltà legate al momento storico, che mai hanno bloccato i miei propositi e desideri, ma anzi molto spesso li hanno rafforzati proprio come ci ricorda l’apostolo Paolo: “Quando sono debole, è allora che sono forte”. Ho continuato il cammino in altre due case di formazione: Fontecolombo (RI) dove ho vissuto l’anno della prova, cioè l’anno di Noviziato e poi, Bitetto (BA), per ben quattro anni fino alla professione perpetua dei voti, quando dall’obbedienza fui trasferito al convento “San Francesco da Paola” in Monopoli, dove tuttora risiedo.
Nel periodo di formazione a Bitetto ho studiato Teologia presso la Facoltà Teologica Pugliese di Bari, fino a quando lo scorso settembre, S. E. Mons Michele Seccia, mi conferì, insieme ad altri tre fratelli, l’ordine del diaconato.
Anche se sono sicuro di banalizzare la bellezza del mio cammino religioso in una descrizione sommaria e generica, tuttavia, sento il bisogno di affermare con convinzione di aver ricevuto sempre una premurosa misericordia da parte di un Dio Padre, anzi…di un Dio papà!
Quanto sostegno, quanta presenza, quanta pazienza verso di me!
Un Dio buono, dunque, che ha creduto in me, che crede in me, nonostante le mie infedeltà e le mie incoerenze. Egli crede in me!

“Altissimo e Bon Signore”, tu mi chiami ora a credere in Te con più forza e consapevolezza. Mi vuoi tuo sacerdote per sempre. Il 16 giugno, pertanto, mi farai dono di un ministero che mi supera… ma tu….credi in me!
Ti ringrazio e ti benedico sin d’ora, ti lodo e ti invoco, o Altissimo. Ogni mia parola, ogni mio gesto, ogni mio pensiero sia rivolto a te, perché questa avventura che dieci anni fa ebbe il suo inizio possa proseguire nella gioia e nella fede sempre più matura ed io possa continuare ad affermare “Tu sei con me Signore; il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza!”

Fra GiuseppeDonami, allora, la capacità di una vita ministeriale santa, al servizio tuo e del tuo Regno, ora e per sempre! Sì per sempre, perché tu mi vuoi tale, o Signore: sacerdote per sempre! Un sacerdote con la ferma consapevolezza che “l’avventura di un sogno è divenuta realtà ed una realtà da vivere…”.

 

Fra Giuseppe M. Dimaggio, ofm

 

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Gioventù Francescana di Monopoli. Assistenza Frati Minori.