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Età Romana

  Scavi archeologici, condotti dalla Soprintendenza per i  Beni Archeologici della Lombardia nel 2005, hanno messo in luce una necropoli costituita da dodici tombe ad inumazione di età tardoromana e da una sepoltura del I secolo a.C. L'analisi dei reperti suggerisce che la piccola comunità dovesse avere un'economia basata sull'agricoltura e il commercio. Data la buona qualità dei materiali rinvenuti è possibile supporre che gli abitanti dovessero godere di una certa agiatezza.

La chiesa

  L'attuale chiesa di San Giorgio si presenta in stile seicentesco ed è il frutto di numerosi restauri che l'hanno interessata nel corso dei secoli, consentendole peraltro di inglobare i resti della struttura più antica preesistente. La ricostruzione venne voluta da Don Desiderio Tirone nel 1582, affidandone la costruzione "...ai maestri di muro Bernardo e Giacomo Mottello di Lonate...", sulla base di un progetto dell'architetto Martino Bassi.

Il Campanile

  Il campanile, snello e corredato da bifore e da piccoli archi, si staglia sovrastante sulle camopagne circostanti la collegiata.Rimarchevole e suggestiva è la cripta duecentesca sottostante la chiesa che riporta ancora le rifiniture originali dell'antica chiesa di stile romanico, contraddistinta da volte a crociera in mattoni a vista. Parte di questa antica struttura è anche un bassorilievo di marmo realizzato dai maestri campionesi, raffigurante la Madonna con un offerente inginocchiato, San Giorgio e San Giacomo.

Palazzo Visconti

Palazzo Visconti costituisce la parte residenziale del complesso legato alla chiesa, e viene detto anche "Castello" per via delle sue forme che ricordano molto il vicino castello Cusago. La struttura risale al quattrocento e dispone di una pianta quadrata a cortile chiuso oltre ad una grande loggia aperta in direzione del Naviglio Grande che scorre non lontano. All'interno è adornato con splendidi soffitti a cassettoni d'epoca, oltre a numerose decorazioni murarie a graffito e pregiati camini scolpiti. L'esterno è scandito da preziose finestre ad arco rivestite in cotto, mentre la facciata è contraddistinta dalle tipiche decorazioni a losanga realizzate a graffito su intonaco, che si possono riscontrare in molte altre costruzione della zona, risalenti alla medesima epoca. La vicinanza con la chiesa e i documenti d'archivio pervenutici, fanno pensare oggi che la struttura possa essere stata utilizzata come sede canonicale affidata ai religiosi locali unitamente alla gestione della chiesa parrocchiale.
L'architetto Simone Cantoni curò l'aggiornamento stilistico della Villa del marchese Cigalini dal 1792 al 1812.